Le terrazze della vigna controluce, sul versante nord-occidentale dell'Etna

Etna · Versante Nord-Occidentale · 897 m

Una vigna giovane su una terra antichissima

Poche migliaia di metri quadri su terrazze di pietra lavica rimesse in piedi a mano, una pietra alla volta. Da lì viene un vino bianco: poche bottiglie, tutte passate una per una dalle nostre mani.

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Bianco — la bottiglia

Il vino · Prima annata

Bianco

Carricante 90% e Catarratto 10% su sabbie nere e scheletro lavico. Il vino esce teso, salino, con una durezza minerale che all'inizio sembra scortesia e dopo mezz'ora nel bicchiere diventa il motivo per cui lo si beve.

Nessuna correzione, nessun lievito aggiunto. Ogni annata è quello che il vulcano ha deciso quell'anno, e le annate non si somigliano.

1.240

Bottiglie

0,75 L

Numerate a mano

IGT

Etna DOC in corso

12,5%

Gradazione · vol.

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Filare di ulivi sul versante nord-occidentale dell'Etna

L'olio · Extravergine

Olio EVO

Dagli ulivi centenari del versante nord-occidentale dell'Etna, un extravergine che porta in sé tutta la forza del vulcano. Olive raccolte a mano, frante entro poche ore: il risultato è un olio intenso, con note erbacee e un finale piccante che racconta la terra da cui viene.

Nessun blend, nessuna correzione. Solo olive dell'Etna, spremute a freddo. Ogni annata ha il suo carattere, ogni bottiglia il suo sapore.

100%

Olive etnee

0,50 L

Spremitura a freddo

EVO

Extravergine d'oliva

I filari stretti fra la colata lavica e i muri a secco

La terra

Il suolo qui è roccia rotta di recente

Non è terra nel senso in cui la intende il resto della Sicilia. È lava disfatta: sabbia nera, lapilli, pietre che si sbriciolano in mano e restituiscono potassio, fosforo e microelementi in quantità che nessun suolo sedimentario tiene. La vite fa fatica, e la fatica si sente nel bicchiere.

A 897 metri l'escursione fra il giorno e la notte arriva a venti gradi: la maturazione rallenta, gli acidi restano, gli aromi si stringono. I muri a secco che tengono le terrazze vanno rifatti ogni inverno. Nessuno li ha mai cementati e nessuno lo farà.

Il lavoro

Tre momenti in cui non si può avere fretta

Le viti spoglie a gennaio, l'Etna innevato alle spalle

01

La potatura

Gennaio, con le forbici, pianta per pianta. Ogni ceppo riceve un numero di gemme deciso guardandolo, non contandolo su una tabella. Chi pota è la stessa persona che vendemmierà quella pianta a settembre.

Un grappolo appena staccato, sopra la cassetta

02

La vendemmia

Cassette da quindici chili, tre passaggi sullo stesso filare a giorni di distanza. I grappoli passano su un tavolo di cernita e quello che non convince resta fuori: si scarta più di quanto sembri ragionevole.

Il palmento in pietra lavica, le vasche di pigiatura

03

La cantina

Pressatura soffice, acciaio, lieviti indigeni, nessuna correzione: la fermentazione parte quando vuole partire. Tappatura, capsula ed etichetta a mano — ogni bottiglia porta il suo numero scritto, non stampato.

Scheda tecnica

Tutto quello che c'è da sapere

Il vino è oggi certificato Sicilia IGT. La domanda di riconoscimento come Etna DOC è in corso: preferiamo dirlo prima che dopo.

Vitigni
Carricante 90%, Catarratto 10%
Annata
2024
Zona
Randazzo (CT), Etna nord-occidentale
Altitudine
circa 897 m s.l.m.
Esposizione
Nord-occidentale
Suolo
Sabbie e ceneri vulcaniche, scheletro lavico
Area lavica
Murazzo Rotto
Datazione
circa 950 d.C. (950 +/- 30)
Allevamento
Alberello e controspalliera, terrazze a secco
Resa
45 q/ha
Vendemmia
Manuale, cassette da 15 kg, prima decade di settembre
Vinificazione
Pressatura soffice, fermentazione spontanea in acciaio
Affinamento
Sei mesi sui lieviti fini in acciaio inox, tre in bottiglia
Formato
0,75 L — bottiglie numerate a mano
Chiusura
Sughero
Gradazione
12,5% vol.
Stemma Tenute Furnari del Mongibello
«Il Mongibello non è solo un luogo. È un maestro.»

Dai quaderni di vigna

I terreni

Dove stanno esattamente

Due corpi di vigna sul versante nord-occidentale, nel territorio di Randazzo, dentro il perimetro del Parco dell'Etna. Il cratere è a circa tredici chilometri in linea d'aria e si vede da ogni filare.

Estensione indicativa delle parcelle. Cartografia © OpenStreetMap contributors.

La raccolta delle olive sulle reti, fra gli ulivi della tenuta

Chi siamo

Una famiglia, tre paia di mani

I Furnari stanno su questo pezzo di montagna da generazioni. La vigna, invece, è nuova: l'abbiamo piantata noi, sulle terrazze che i nonni avevano fatto per gli ulivi, e le prime bottiglie sono arrivate dopo anni in cui c'era solo da lavorare e aspettare.

Non abbiamo un enologo di consulenza, un ufficio commerciale, né l'intenzione di crescere. La misura giusta è quella in cui tre persone riescono a fare tutto con le proprie mani: se un anno la vigna dà meno, si fanno meno bottiglie.

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